Carcinoma mammario in situ

Il tumore della mammella (carcinoma mammario) è determinato da una replicazione incontrollata di cellule facenti parte della ghiandola mammaria che hanno subito una trasformazione maligna. Tale trasformazione le rende capaci di staccarsi dal tessuto d’origine, invadere i tessuti circostanti e gli altri organi del corpo.

Le modalità terapeutiche e la prognosi dipendono in prima istanza dallo stadio in cui la neoplasia si trova alla diagnosi.

Immagine carcinoma del mammario in situ

I tipi di carcinoma mammario

Si distinguono due grandi categorie: le forme non invasive e quelle invasive.

Tra le forme non invasive abbiamo:

  • Neoplasia duttale intraepiteliale (carcinoma in situ): all’interno di questo gruppo si distinguono ulteriori cinque sottogruppi in base al grado di differenziazione delle cellule neoplastiche.
  • Neoplasia lobulare intraepiteliale

Le forme invasive sono:

  • Carcinoma duttale: costituisce il 75% circa dei carcinomi mammari. Le cellule neoplastiche superano la parete duttale.
  • Carcinoma lobulare: costituisce il 15% dei carcinomi mammari. Le cellule neoplastiche superano la parete lobulare.
  • Forme meno frequenti sono rappresentate da: carcinoma tubulare, papillare, mucinoso, cribriforme.

 

Vediamo ora gli stadi del carcinoma mammario

 

Stadio 0 o carcinoma in situ

Il carcinoma mammario in situ rappresenta lo stadio 0. Può essere di due tipi:

  • Carcinoma lobulare in situ
  • Carcinoma lobulare in situ

In questo stadio, la neoplasia è considerata una lesione a bassa malignità ma con significativa probabilità di trasformarsi in una forma maligna se non curata. Nella maggior parte dei casi i meccanismi di difesa dell’organismo, in primis rappresentati dal sistema immunitario, sono in grado di impedire la trasformazione maligna.

Stadio I

E’ una neoplasia con diametro inferiore ai 2 centimetri e senza coinvolgimento linfonodale.

Stadio II

Neoplasia di diametro inferiore ai 2 cm ma con coinvolgimento dei linfonodi ascellari oppure maggiore di 2 cm ma con linfonodi negativi.

Stadio III

Neoplasia localmente avanzata con coinvolgimento dei linfonodi ascellari o dei tessuti adiacenti.

Stadio IV

Cancro metastatizzato a organi distanti dalla mammella.

Perchè è importante diagnosticare il carcinoma mammario in situ?

Quando il carcinoma della mammella viene diagnosticato quando è “in situ”, cioè allo stadio 0, la sopravvivenza a 5 anni nelle donne sottoposte a trattamento è superiore al 98%.

Tali percentuali scendono drasticamente negli stadi successivi: la sopravvivenza a cinque anni si attesta sul 75% circa se è presente un coinvolgimento linfonodale mentre nel cancro metastatizzato la sopravvivenza media è di due anni dalla diagnosi.

 

Quali sono i sintomi del carcinoma mammario?

La grande maggioranza dei tumori mammari in situ, purtroppo, non dà segno di sè e può essere visto soltanto mediante mammografia o, nella donna in età pre-menopausale, con l’ecografia.

La presenza di noduli mammari palpabili o addirittura visibili, inestetismi a buccia d’arancia sulla cute del seno o, addirittura, secrezioni sierose o ematiche dal capezzolo, deve destare preoccupazione e indurre la donna a rivolgersi immediatamente al medico.

 

Qual è la cura del carcinoma mammario in situ?

Lo scopo del trattamento del carcinoma in situ è asportare la lesione e impedirne la recidiva locale o la trasformazione maligna.

Di solito la chirurgia è il trattamento di prima scelta: può essere indicato un trattamento particolarmente conservativo di asportazione della sola massa tumorale, oppure una quadrantectomia fino alla mastectomia totale (es. in caso di lesione in situ molto estesa o presente in focolai multipli).

La chirurgia può essere seguita da terapia ormonale, radioterapia o null’altro: ogni caso viene discusso personalizzando la terapia al caso specifico.

 

Follow-up del carcinoma mammario in situ

Le pazienti sottoposte a trattamento per carcinoma mammario in situ vengono inserite in un percorso di follow-up, ovvero di monitoraggio clinico, laboratoristico e radiologico di malattia al fine di identificare precocemente le eventuali recidive.

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